Bocciata dal gran Giurì la pubblicità delle patatine "amica chips" che ha come protagonista il pornodivo Rocco Siffredi.
Lo spot , incentrato sul doppiosenso e giocato attorno a quello che è il mestiere del testimonial, ha messo in ansia più di qualche benpensante. Tra questi il Moige, che per chi non lo sapesse è il Movimento Italiano Genitori.
Ma cosa c'è in questo spot. Donne in abiti succinti che ancheggiano voluttuosamente e che con sguardi languidi ammaliano gli spettatori? Frasi volgari o espressioni offensive che possono turbare le giovani menti? Atteggiamenti non consoni a quello che è il buon costume?
Niente di tutto questo. Nello spot c'è un signore in costume da bagno e vestaglia in seta che, passeggiando lungo il bordo di una piscina "ripiena" di donne in costume da bagno, sgranocchia patatine e dice grossomodo: " nella mia vita ne ho provate tante: americane, tedesche... ma nessuna è come amica chips".
Ora, per chi ha presente lo "spessore artistico" del protagonista, la malizia c'è (è ovvio), ma un ragazzino che non sa chi sia Siffredi e cosa si intenda per patata, non credo che venga deviato da questo spot.
Ma i perbenisti si scandalizzano ed alzano polveroni su questioni che, se lasciate sedimentare, svaniscono da sole senza tracce e turbamenti. E così il gran Giurì viene chiamato in causa e decreta che lo spot viola gli articoli 1 (lealtà pubblicitaria), 9 (Violenza, volgarità , indecenza) e 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria e pertanto ne dispone il ritiro televisivo. Ma alla fine cosa si è ottenuto? I genitori bigotti sono contenti perchè lo spot "è stato punito, dall'ordine costituito", il marketing ha ottenuto pubblicità gratuita e tanta curiosità attorno alla patata...fritta e i ragazzini più smalizziati raccontano aneddoti piccanti sul nostro protagonista ad altri ragazzini, per niente smaliziati, che guarda caso sono i figli del Moige ed il cerchio si chiude.